Laboratorio della Sabbia del Nido Cornocchio (Parma)

Laboratorio della Sabbia del Nido Scuola Cornocchio

A cura della Dott.ssa Silvia Marchesini

Il gioco è un'attività ineliminabile nella natura umana che non persegue alcun fine esterno a se stesso, né esso è ispirato da un preciso scopo razionale, ma è un atto dove sensibilità e razionalità convivono nell'azione ludica rendendo l'uomo libero. In questa armonia di forma e materia si realizza la bellezza e l'essenza umana per cui «l'uomo è completamente uomo solo quando gioca »*.

* Friedrich Schiller, 'Lettere sull'educazione estetica dell'Uomo'. Armando Editore, 2002 p.48.

Il Nido Cornocchio propone un laboratorio della sabbia ispirato allo 'Strandgut' di Ute Strub, un insolito spazio gioco, un'area del Nido al di fuori della quotidianità della vita di sezione.

Ambientazione

Per accedere al laboratorio, i sei o sette bambini con la loro educatrice scendono gli scalini dall'ingresso del nido e entrano nella casa adiacente, la sede del laboratorio. Nello spazio a disposizione i bambini sono liberi di muoversi tra proposte diverse: trovano 4 o 5 ceste con accanto strumenti di metallo, legno, stoffa, conchiglie per giocare, manipolare, trasportare, setacciare, raccogliere e spargere la sabbia.

Nel laboratorio c'è un'unica regola: non si tira la sabbia contro gli altri. Per il resto i bambini hanno la possibilità di concentrarsi per un tempo prolungato nell'attività, sperimentare la sensazione del contatto con la sabbia, rievocare l'azzurro e il bianco del mare, la magia di trovare conchiglie. Alle pareti sono appese immagini di colori e spiagge nostrane.

Nel laboratorio

Lidia cerca lo sguardo dei bambini, chiede loro se vogliono provare il laboratorio della sabbia.

Vedo il gruppetto dall'uscita della terrazza: Sofia, Andrea, Alessandro, Valentina, Manuel, seguiti da Lidia. Entrano i bambini prima, si soffermano sulle ceste che incontrano. Presto si sparpagliano nell'ambiente. Osservano i contenitori, gli oggetti ...

«Non c'è il mare?» chiede Manuel.

Sofia affonda una mano nella postazione di sabbia a terra.

Alessandro inizia a raccogliere la sabbia con un bicchierino di alluminio dalla postazione vicina. Manuel ha in mano un porta tisane, dai piccoli buchi escono granelli di sabbia. Anche Valentina trova un oggetto simile, lo utilizza come se fosse una saliera, aggiunge un po' di sabbia dentro un pentolino di rame, prova a vedere se scende qualcosa mettendo una mano sotto il porta tisane, si guarda il palmo,  solleva lo sguardo, si pulisce la mano dai granelli di sabbia sfregandola contro il muro, riprende il porta tisane, aggiunge sabbia e mescola con una frusta.

Alessandro fa piccoli mucchi di sabbia sul ripiano raccogliendola con un bicchiere. Manuel ha in mano una conchiglia, la affonda nella sabbia, ne raccoglie un po'. Da un buco esce una scia sottile. Chiude il buco con il dito, vuota la conchiglia. 

Sofia trova una caffettiera, la riempie, alza il braccio con la caffettiera e dall'alto lascia scorrere la sabbia.

Andrea porta a Lidia un pentolino con la sabbia dentro e un coperchio sopra. «E' pronta la pappa» le dice.

Valentina esclama: «Oh no!». Si e rovesciata un po' di sabbia sulle maniche, guarda Lidia preoccupata. 

Lo sguardo dell'educatrice è rassicurante. Valentina riprende a giocare, travasa alcuni barattoli, prepara 'la pappa' e canta: «Tanti auguri a te!» 

Pietro aiuta Andrea e Valentina a riempire la pentola con un cucchiaio di legno. Valentina trova una teiera, la riempie e la versa come se fosse tè, si avvicina a Lidia e dice: «Guarda, tieni». L'atmosfera è rilassata.

Sofia sta toccando la sabbia, immergere le dita dentro nascondendo una conchiglia, la tira fuori ed esclama: «Oh!»

Pietro assaggia un po’ di sabbia. Resta nei pressi della stessa cesta. Gli altri bambini si muovono nell'ambiente.

Sofia ora sembra immobile, salvo per le mani che sprofondano nella sabbia, appare concentrata.

Valentina si avvicina ad Andrea, entrambi si mostrano indaffarati intorno a una pentola. «Io faccio la pappa al pomodoro» dice Andrea. «Anche io faccio la pappa, è venuto il mio papà» risponde Valentina. «Metto forno» riprende Andrea. Ha scoperto che lo sportello del mobiletto si apre, dentro ci sono pentole e pentolini. Ne prende uno, posiziona il coperchio sul forno e lo infila dicendo «metto forno pappa al pomodoro.» Sembra che anche Valentina voglia mettere in forno la sua pentola. Andrea appoggia le mani sotto la pentola che regge Valentina, insieme chiudono lo sportello. «È pronta!» esclamano eccitati. Ne portano un po’ a Lidia da assaggiare con un cucchiaio.

Alessandro ha trovato una scopa di saggina, raccoglie la sabbia a mucchi sul pavimento. 

I bambini
Il minore numero di regole che vincolano il comportamento del bambino costituisce un ponte per la costruzione di un libero percorso verso l'autonomia. Gli oggetti scelti ricordano quelli della cucina sia nella forma sia nel materiale e permettono alla sabbia di formare una scia particolare quando filtrata. L'esperienza favorisce lo sviluppo della motricità fine, il coordinamento mano-occhio e l'accesso al gioco simbolico e cooperativo.

Gli educatori
Per l'educatore il laboratorio rappresenta una opportunità di vedere e entrare di più in contatto con sé stesso in presenza dei bambini. Poter stare con i bambini con un minor numero di regole, consente all'educatore di documentare e di osservare nel tempo il percorso di questi meravigliosi attori, vedere come si muovono e cosa li attrae.

Il nido
Il progetto del laboratorio con la sabbia ha forte valenza formativa. Questo comporta una ricaduta positiva sulla qualità del servizio. L'educatore documenta attraverso l'osservazione le attività compiendo un lavoro necessario per riprogettare e monitorare le proposte educative. Le osservazioni quindi aiutano l'educatore ad acquisire conoscenze più precise sullo sviluppo dei bambini e ciò aumenta ulteriormente la responsabilità nei loro confronti. L'interesse dell'educatore per lo sviluppo e la crescita dei bambini fornisce un supporto di tipo intellettuale alla relazione. Il reciproco investimento all'interno del rapporto privilegiato che ogni bambino sperimenta con il proprio educatore, risulta anche da questa maggiore responsabilità con benefici effetti sul servizio.


nido d'infanzia Cornocchio a Parma

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